COVID-19 – Coronavirus in Italia

Covid-19 – Situazione nel mondo

Mappa WHO dei casi di Covid-19

Il 31 dicembre 2019 la Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan (Cina) ha segnalato all’Organizzazione Mondiale della Sanità un cluster di casi di polmonite a eziologia ignota nella città di Wuhan, nella provincia cinese di Hubei. Il 9 gennaio 2020, il CDC cinese ha riferito che è stato identificato un nuovo coronavirus (SARS-CoV-2) come agente causale della malattia respiratoria poi denominata Covid-19. La Cina ha reso pubblica la sequenza genomica che ha permesso la realizzazione di un test diagnostico. 

Situazione internazionale

Globale

(Ultimi dati OMS. Fonte: Health Emergency Dashboard, 26 luglio ore 2.34 pm )

  • 15.785.641 casi confermati nel mondo dall’inizio dell’epidemia
  • 200.625 nuovi casi nelle ultime 24 h
  • 640.016 morti

Regioni OMS Europa

(Ultimi dati OMS, inclusa Italiafonte Dashboard Who European Region, 26 Luglio, ore 2.34 pm)

  • 3.216.335 casi confermati
  • 210.261 morti

Primi Paesi per trasmissione locale nella Regione Europea​​​

  • Russia 812.485 casi  (13.269 morti)
  • Regno Unito 298.685 casi (45.738 morti)
  • Spagna 272.421 casi (28.432 morti)
  • Italia 246.118 casi (35.107 morti)*

      *Fonte: Ministero della Salute, Dashboard Dipartimento Protezione civile  

America

(Ultimi dati OMS. Fonte: Health Emergency Dashboard, 26 Luglio, ore 2.34  pm)

  • 8.385.810 casi confermati
  • 332.589 morti

Primi Paesi per trasmissione locale

  • Stati Uniti 4.009.808 casi (143.663 morti)
  • Brasile 2.343.366 casi (85.238 morti)
  • Messico 378.285 casi (42.645 morti)
  • Perù 375.961.087 casi (17.843 morti)​

Sud Est Asiatico

  • 1.732.248 casi confermati
  • 39.786 morti

Primi Paesi per trasmissione locale

  • India 1.385.522 casi (32.063 morti)
  • Pakistan 273.11 casi (5.822 morti)

Mediterraneo orientale

  • 1.469.979 casi confermati
  • 37.482 morti

Primi Paesi per trasmissione locale

  • Iran 288.413 casi (15.484 morti)

Africa

  • 696.207 casi confermati
  • 11.708 morti

Primi Paesi per trasmissione locale

  • Sudafrica  434.200 casi (6655 morti)

Pacifico Occidentale

  • 284.321 casi confermati
  • 8.177 morti

Primi Paesi per trasmissione locale

  • Cina 86.839 casi (4.659 morti)
  • Filippine 78.412 casi (1897 morti)

Mappe

Vedi anche

Valutazione del rischio OMS

Il 30 gennaio l’OMS ha dichiarato l’epidemia di Coronavirus in Cina Emergenza internazionale di salute pubblica.

L’OMS ha elevato la minaccia per l’epidemia di coronavirus al livello mondiale a livello “molto alto” il 28 febbraio 2020.

L’11 marzo 2020 il direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus ha definito la diffusione del Covid-19 non più una epidemia confinata ad alcune zone geografiche, ma una pandemia diffusa in tutto il pianeta.

Valutazione del rischio ECDC (aggiornamento all’11 giugno 2020)

Anche se in Europa i casi di Covid-19 sono in calo, l’ ECDC sottolinea che la pandemia non è finita e che servono sforzi costanti per garantire che il distanziamento fisico e le altre misure di prevenzione continuino ad essere osservate.

Le solide misure adottate dai Paesi europei hanno ridotto collettivamente la trasmissione e, a partire dal 9 giugno 2020, l’incidenza a 14 giorni nell’UE e nel Regno Unito è diminuita dell’80% dal picco del 9 aprile. 

Tutti i Paesi che hanno attuato misure di distanziamento sociale con  “permanenza a casa” per la popolazione in generale hanno avviato un allentamento totale o parziale di queste misure e molti di essi hanno iniziato una riapertura graduale delle attività economiche e produttive e degli spazi pubblici.

Al momento, poco prima delle vacanze estive, poiché gli Stati membri allentano i limiti, esiste il rischio che le persone non aderiscano fermamente alle misure raccomandate ancora in vigore a causa della “fatica da isolamento”. 

Le informazioni disponibili da studi siero epidemiologici forniscono l’indicazione che l’immunità della popolazione è ancora bassa (<10%), quindi esiste  il rischio che individui sensibili possano essere ancora infettati.

Fonte: Ministero della Salute