NORMATIVE ESTERNE un’H

Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea

By: http://www.informareunh.it

 



L’UICI ratifica il Manifesto delle Donne con Disabilità e si mobilita contro la violenza

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Dopo la sezione provinciale di Catania, finalmente anche l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) Nazionale aderisce al “Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea”. Fondata a Genova nel 1920, riconosciuta con Decreto Regio del 1923, l’UICI ha una lunga storia di impegno civile dietro di sé, salutiamo questa nuova adesione con piacere e con l’auspicio che la filosofia promossa dal Secondo Manifesto permei il futuro dell’Unione.
Una realizzazione in bronzo della scultrice cinese Luo Li Rong ritrae, con stile rinascimentale attento al dettaglio, una giovane donna i cui capelli ed il vestito leggero sembrano mossi dal vento.
Dopo la sezione provinciale di Catania, finalmente anche l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) Nazionale aderisce al “Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea”, lo ha fatto l’8 novembre scorso, e ne ha dato notizia attraverso il “Giornale UICI”, definendo il Secondo Manifesto come “un documento di rilievo e di notevole valore etico che pone l’attenzione sul contrasto della discriminazione multipla che interessa le donne e le ragazze con disabilità”.
Contestualmente l’Unione invita alla mobilitazione per la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (il 25 novembre), ritenendo che “sarebbe quanto mai opportuno organizzare degli eventi locali per dare visibilità all’impegno dell’Unione sul tema donne con disabilità visiva e violenza, al fine di avviare un percorso condiviso di riflessione sull’importanza della parità di genere, sui Diritti delle donne e sulla loro unicità.”
Tra le azioni suggerite alle sezioni territoriali sono indicate l’organizzazione di aperitivi al buio, passeggiate su particolari vie delle città, magari scelte tra quelle con la presenza delle “panchine rosse” contro la violenza sulle donne, e qualunque altra iniziativa ed evento le sezioni riterranno di realizzare al fine di sviluppare un’azione coesa, che dimostri l’impegno dell’Unione accanto alle donne e alle loro problematiche specifiche. A tal fine, il messaggio di Ruth E. Renkel «Non abbiate mai paura dell’ombra. È lì a significare che vicino, da qualche parte, c’è la luce che illumina», verrà stampato su carta pergamena e divulgato arrotolato con un nastro rosso.
Fondata a Genova nel 1920, riconosciuta con Decreto Regiodel 1923, l’UICI ha una lunga storia di impegno civile dietro di sé, salutiamo questa nuova adesione con piacere e con l’auspicio che la filosofia promossa dal Secondo Manifesto permei il futuro dell’Unione. (Simona Lancioni)
Estremi della pubblicazione:
Forum Europeo sulla Disabilità, Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea. Uno strumento per attivisti e politici, adottato a Budapest il 28-29 maggio 2011 dall’Assemblea Generale del Forum Europeo sulla Disabilità (EDF) in seguito ad una proposta del Comitato delle Donne dell’EDF, approvato dalla Lobby Europea delle Donne, revisione realizzata alla luce della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle Persone con Disabilità, versione in lingua italiana approvata dal Forum Europeo sulla Disabilità, traduzione a cura di Simona Lancioni e Mara Ruele, Peccioli (PI), Informare un’h, 2017, p. 70, in formato pdf.
Esso è disponibile che in versione facile da leggere (qui la presentazione).

Per approfondire:

UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti)

L’UICI di Catania aderisce al Manifesto delle Donne con Disabilità, «Informare un’h», 16 ottobre 2018.

Simona Lancioni, Come e perché ratificare il Secondo Manifesto europeo sui diritti delle Donne e Ragazze con Disabilità, «Informare un’h», 27 novembre 2017.

Sezione del centro Informare un’h dedicata al tema “Tutto sul Secondo Manifesto europeo sui diritti delle Donne e Ragazze con Disabilità”.

Sezione del centro Informare un’h dedicata al tema “La violenza nei confronti delle donne con disabilità”.

Sezione del centro Informare un’h dedicata al tema “Donne con disabilità”.

Ultimo aggiornamento: 14 novembre 2018

http://www.informareunh.it/luici-ratifica-il-manifesto-delle-donne-con-disabilita-e-si-mobilita-contro-la-violenza/



L’UICI di Catania aderisce al Manifesto delle Donne con Disabilità

 

di Simonetta Cormaci
(Commissione Tecnologia e Comunicazione dell’UICI di Catania)

Sabato 13 ottobre il Consiglio della Sezione provinciale dell’UICI di Catania (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), dopo una breve presentazione di Simonetta Cormaci, ha ratificato all’unanimità il “Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea”. Ne dà comunicazione la stessa Cormaci, componente della Commissione Tecnologia e Comunicazione della Sezione catanese dell’UICI, e donna impegnata nella rivendicazione dei diritti delle donne con disabilità. Ben volentieri le diamo spazio. (S.L.)
Il Secondo manifesto, approvato dal Forum Europeo delle Disabilità (EDF) nel 2011, diffuso in inglese francese e spagnolo, arriva nella versione italiana nel 2017 grazie all’attento lavoro di traduzione di Simona Lancioni e Mara Ruele. Grazie a loro il documento comincia ad essere conosciuto e ratificato. La sua importanza scaturisce dall’essere stato elaborato in prima persona da donne con disabilità delegate dai rispettivi Paesi dell’Unione Europea a rappresentare le istanze delle persone con disabilità all’interno dell’EDF. Se la Convenzione ONU accorda agli individui con disabilità il ruolo di protagonisti delle proprie vite, i suoi molteplici richiami alle questioni di genere fanno intendere che proprio la parola delle donne con disabilità sia l’elemento a cui accordare maggior peso nella definizione delle politiche rivolte a queste ultime.Qualche mese fa avevo raccontato in un articolo pubblicato sul «Giornale UICI» della bella iniziativa svoltasi a Catania in occasione della Giornata internazionale della donna.
In quella circostanza avevamo presentato il Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea, un documento importantissimo che declinando gli articoli della Convenzione ONU dei diritti delle persone con disabilità secondo la prospettiva di genere, evidenzia efficacemente come le ragazze, le donne disabili e le madri di figli disabili siano esposte socialmente ad una discriminazione multipla, che le porta avere meno opportunità in quanto donne e dover far fronte alle barriere che precludono o limitano il godimento dei diritti e la partecipazione sociale in quanto persone con disabilità.
L’argomento, assai vasto, necessita di essere approfondito in altri contesti. Qui, nello spazio di un articolo, ho il piacere e l’onore di comunicare la notizia, a nome della Sezione di Catania, che lo scorso 13 ottobre durante la riunione del Consiglio, presieduta dalla presidente Rita Puglisiè stato ratificato il Secondo manifesto. Ancora una volta chi scrive ne ha fatto una rapida presentazione ricevendo – alla conclusione – ampia e calorosa approvazione e, soprattutto, la decisione unanime di ratifica. Così la Sezione UICI catanese, 24° ente in Italia ad aver ratificato il Secondo Manifesto, apre la strada alle eventuali future ratifiche della Sede nazionale, dei Consigli Regionali e delle Sezioni provinciali. Questo, almeno, è il nostro auspicio. Il lavoro di contrasto alle discriminazioni di genere è lungo e impegnativo; l’UICI da sempre svolge un importante lavoro in tal senso e da oggi si aggiungerà la spinta propositiva del Secondo manifesto per stare a fianco delle ragazze e delle donne disabili con rinnovata energia lavorando all’eliminazione di barriere e pregiudizi. La Sezione di Catania con le ragazze e le donne disabili per un futuro migliore.
Estremi della pubblicazione:
Forum Europeo sulla Disabilità, Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione EuropeaUno strumento per attivisti e politici, adottato a Budapest il 28-29 maggio 2011 dall’Assemblea Generale del Forum Europeo sulla Disabilità (EDF) in seguito ad una proposta del Comitato delle Donne dell’EDF, approvato dalla Lobby Europea delle Donne, revisione realizzata alla luce della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle Persone con Disabilità, versione in lingua italiana approvata dal Forum Europeo sulla Disabilità, traduzione a cura di Simona Lancioni e Mara Ruele, Peccioli (PI), Informare un’h, 2017, p. 70, in formato pdf.
Esso è disponibile che in versione facile da leggere (qui la presentazione).

 Per approfondire:
UICI di Catania (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti)

Simonetta Cormaci (intervista a), Il primo consenso è quello che parte da noi stesse, «Informare un’h», 16 novembre 2017.

Simona Lancioni, Come e perché ratificare il Secondo Manifesto europeo sui diritti delle Donne e Ragazze con Disabilità, «Informare un’h», 27 novembre 2017.

Sezione del centro Informare un’h dedicata al tema “Tutto sul Secondo Manifesto europeo sui diritti delle Donne e Ragazze con Disabilità”.

Sezione del centro Informare un’h dedicata al tema “Donne con disabilità”.

Ultimo aggiornamento: 16 ottobre 2018


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Come e perché ratificare il Secondo Manifesto europeo sui diritti delle Donne e Ragazze con Disabilità

In seguito all’approvazione da parte del Forum Europeo sulla Disabilità (EDF) della traduzione italiana del “Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea”, diversi enti operanti nel settore della disabilità si sono interrogati sul valore di questo documento, su come ratificarlo, e su come rendere nota la propria adesione. Considerando che tali quesiti sono ricorrenti, diventa utile rispondere pubblicamente.

Tuttavia, per rispondere adeguatamente, è necessario fare qualche premessa.In seguitoall’approvazione da parte del Forum Europeo sulla Disabilità (EDF) della traduzione italiana del “Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea”, diversi enti operanti nel settore della disabilità si sono interrogati sul valore di questo documento, su come ratificarlo, e su come rendere nota la propria adesione. Considerando che tali quesiti sono ricorrenti, diventa utile rispondere pubblicamente.

Per comprendere il valore del Secondo Manifesto è essenziale avere ben chiaro che l’essere donne e disabili insieme espone le donne con disabilità al duplice svantaggio (discriminazione multipla) di avere meno opportunità in quanto donne, e di dover far fronte alle barriere che precludono o limitano il godimento dei diritti e la partecipazione sociale in quanto persone con disabilità.

Quando, nel 2006, venne approvata la Convenzione ONU sui diritti delle Persone con Disabilità, che introduceva anche a livello normativo un nuovo paradigma basato sui diritti umani delle persone con disabilità, divenne evidente che tutte le politiche, le normative, le direttive programmatiche, e tutto quanto serve a definire gli interventi rivolti alle persone con disabilità avrebbe dovuto essere rivisto e modificato alla luce dei diritti e dei principi enunciati dalla Convenzione ONU. Fu così che anche il Comitato delle Donne dell’EDF decise di rimettere mano al primo “Manifesto delle Donne con Disabilità” (che era stato adottato dallo stesso EDF nel 1997), per armonizzarlo con il dettato della Convenzione ONU. Se il Primo Manifesto ebbe il merito di richiamare l’attenzione, in modo molto forte e chiaro, sulla condizione delle donne con disabilità e sulle discriminazioni multiple a cui sono soggette, nonché quello di contribuire ad istituire un Comitato permanente di Donne all’interno dell’EDF, il Secondo Manifesto (adottato dell’EDF nel 2011) ha saputo cogliere i numerosi ed espliciti richiami alle questioni di genere contenuti nella Convenzione ONU, per trasformarli in una proposta politica complessiva sulla disabilità declinata al femminile.

Sotto un profilo normativo la Convenzione ONU ed il Secondo Manifesto non si pongono sullo stesso piano. La prima – che, va ricordato, è stata ratificata dall’Italia con la Legge 18/2009 – è un trattato internazionale che vincola gli Stati che lo sottoscrivono ponendosi a livello di fonte primaria nell’ambito della gerarchia delle fonti del diritto; il Secondo Manifesto, invece, non ha valore normativo, ma ha l’inestimabile valore politico che scaturisce dall’essere stato elaborato in prima persona da donne con disabilità delegate dai rispettivi Paesi dell’Unione Europea a rappresentare le istanze delle persone con disabilità all’interno dell’EDF. Se la Convenzione ONU accorda agli individui con disabilità il ruolo di protagonisti delle proprie vite, i suoi molteplici richiami alle questioni di genere fanno intendere che proprio la parola delle donne con disabilità sia l’elemento a cui accordare maggior peso nella definizione delle politiche rivolte a queste ultime.

Del resto, basta leggere con attenzione il dettato della Convenzione ONU per rendesi conto del grandissimo rilievo attribuito alle questioni di genere: quattro richiami solo nel Preambolo; “la parità tra uomini e donne” annoverata tra i suoi Principi generali (art. 3, lettera g); l’articolo 6 interamente dedicato alle donne con disabilità ed al contrasto delle discriminazioni multiple a cui sono soggette; altri richiami nell’articolo 8 (Accrescimento della consapevolezza), nell’art. 16 (Diritto di non essere sottoposto a sfruttamento, violenza e maltrattamenti), nell’art. 25 (Salute), nell’art. 28 (Adeguati livelli di vita e protezione sociale), e nell’art. 34 (Comitato sui diritti delle persone con disabilità). Ce n’è abbastanza per concludere che chi vuole applicare la Convenzione ONU non può non occuparsi anche di questioni di genere.

Se poi consideriamo che la Convenzione ONU ha un valore normativo per tutti i Paesi che l’hanno ratificata (tra cui l’Italia), diventa evidente che la sua applicazione non compete solo a chi si occupa di disabilità, ma anche a chi si occupa di donne a livello istituzionale, di volontariato e, più in generale, di società civile. A costoro è richiesto di includere la disabilitàin tutte le rivendicazioni, nella programmazione, nei provvedimenti, nei servizi, nei progetti e in qualsiasi iniziativa riguardi le donne. Anche in questa prospettiva il Secondo Manifesto diventa un punto di riferimento imprescindibile.

Date queste premesse, conseguono le seguenti risposte.

Qual è il valore del Secondo Manifesto?
L’inestimabile valore politico del Secondo Manifesto è dato dall’offrire una proposta politica complessiva sulla disabilità declinata al femminile, e dall’essere stato elaborato in prima persona da donne con disabilità delegate dai rispettivi Paesi dell’Unione Europea a rappresentare le istanze delle persone con disabilità all’interno dell’EDF, giacché non si possono elaborare/definire/realizzare interventi (qualsiasi tipo di intervento) per le donne con disabilità senza coinvolgere le stesse nel processo decisionale.

Chi dovrebbe ratificare il Secondo Manifesto?
Qualsiasi ente, a qualunque titolo, si occupi di donne e/o di disabilità, poiché solo considerando simultaneamente le variabili del genere e della disabilità è possibile prevenire e contrastare la discriminazione multipla che penalizza le donne con disabilità rispetto alle altre donne, e anche rispetto agli uomini con disabilità.

Come ratificare il Secondo Manifesto?
Basta sottoporre il testo del Secondo Manifesto all’approvazione del direttivo dell’ente che intende ratificare il documento. L’adozione del Secondo Manifesto impegna l’ente che l’ha ratificato ad agire per dare attuazione alle disposizioni contenute in esso.

Come rendere nota la propria adesione al Secondo Manifesto?
Allo stato attuale ci risulta che l’unico soggetto che sta tenendo un elenco degli enti che hanno ratificato il Secondo Manifesto è il centro Informare un’h (lo stesso che ne ha curato la traduzione in lingua italiana). Pertanto gli enti che hanno provveduto in tal senso possono darne comunicazione al centro via mail (info@informareunh.it), indicando la denominazione dell’ente aderente, la sede legale, nonché la data di adesione, e saranno inseriti nel registro delle adesioni e nell’elenco pubblicato nell’apposita sezione tematica denominata “Tutto sul Secondo Manifesto europeo sui diritti delle Donne e Ragazze con Disabilità”.

Simona Lancioni
Responsabile del centro Informare un’h di Peccioli (PI)

 

Estremi della pubblicazione:

Forum Europeo sulla Disabilità, Secondo Manifesto sui diritti delle Donne e delle Ragazze con Disabilità nell’Unione Europea. Uno strumento per attivisti e politici, adottato a Budapest il 28-29 maggio 2011 dall’Assemblea Generale del Forum Europeo sulla Disabilità (EDF) in seguito ad una proposta del Comitato delle Donne dell’EDF, approvato dalla Lobby Europea delle Donne, revisione realizzata alla luce della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle Persone con Disabilità, versione in lingua italiana approvata dal Forum Europeo sulla Disabilità, traduzione a cura di Simona Lancioni e Mara Ruele, Peccioli (PI), Informare un’h, 2017, p. 70, in formato pdf.

Per approfondire:

Sezione del centro Informare un’h dedicata al tema “Tutto sul Secondo Manifesto europeo sui diritti delle Donne e Ragazze con Disabilità”.

Sezione del centro Informare un’h dedicata al tema “Donne con disabilità”.

Data di creazione: 27 novembre 2017
Ultimo aggiornamento: 5 dicembre 2017

 

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